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Bechis, Romiti alla presentazione del libro di De Bortoli: "Al funerale di Agnelli restai in piedi, ero potere forte e ci tenevo a farlo sapere"

31 Maggio 2017

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Cesare Romiti, il manager più potente della Prima Repubblica (oggi ha 93 anni), ha preso la parola dalla platea del teatro Argentina in Roma durante la presentazione del libro di Ferruccio De Bortoli "Poteri Forti (o quasi)" edito da La Nave di Teseo. Ricordando che quando lui era amministratore delegato della Fiat non andava proprio d'amore e d'accordo con De Bortoli direttore del Corriere della Sera. Quanto ai poteri forti Romiti ricorda sì la Fiat, ma "oggi non c'è più". E spiega che ai funerali dell'avvocato Gianni Agnelli lui era stato in piedi durante tutta la cerimonia, con la protesta di una signora americana dietro di lui che gli chiedeva di mettersi a sedere: "Sit down, please!". Ma lui restò in piedi "perché ero un potere forte e ci tenevo a farlo sapere...". Però non bastava dirlo, perché il potere per essere forte bisognava fosse anche esercitato. Per fare capire come, Romiti pesca dai ricordi uno scontro che ebbe con l'allora segretario della Dc, Ciriaco De Mita, sulla nomina del direttore del quotidiano Il Mattino. La Dc rivendicava il diritto al gradimento sulla scelta di Rcs, che era proprietaria della maggioranza del capitale. Romiti non accettava quella clausola, De Mita si faceva minaccioso, e allora lui per fare capire chi comandava, vendette Il Mattino quella sera stessa...

di Franco Bechis
@FrancoBechis

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