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Catastrofe

Vesuvio bruciato, l'allarme del Cnr: "In autunno rischio di colate di fango devastanti"

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Un'estate di incendi devastanti, un autunno di terrore. L'anno orribile del Vesuvio potrebbe proseguire nel peggiore dei modi, con fiumi di fango che scenderanno dalle pendici del vulcano bruciate dai roghi fino a decine di comuni del Napoletano, da Pompei e Somma Vesuviana a Torre del Greco e Torre Annunziata, un'area da mezzo milione d'abitanti.

A lanciare l'allarme non sono solo i carabinieri forestali impegnati nelle operazioni, ma direttamente il Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche. "Senza vegetazione - avverte Silvana Pagliuca, ricercatrice e geologa, come riporta il Corriere della Sera - le aree a valle possono essere interessate da scorrimento di flussi fangoso-detritici" e il rischio è quello di "causare danni a persone e cose", non più protette dai boschi, baluardo naturale. Flussi che diventerebbero "devastanti nel giro di pochi minuti". "Tali aree - prosegue l'esperta - non dispongono, attualmente, di alcuna difesa; i cittadini possono solo sperare che le prossime piogge non siano tipo nubifragio, in modo che poco alla volta la cenere sia dilavata". La memoria va alle valanghe di fango che devastarono Sarno nel 1998. Per ora resta la conta tragica che parla del 50% della riserva Tirone alto completamente incenerita. "Serviranno 20 o 30 anni per rivedere quelle pinete cui eravamo abituati - spiega al Corriere il generale regionale dei carabinieri forestali Sergio Costa - a patto però che si cominci subito con una efficace opera di rimboschimento". 

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