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Bankitalia: debito ok anche con tasso all'8%

Il vicedirettore di Libero Franco Bechis commenta il rapporto di Bankitalia su debito, crescita e titoli di stato italiani.

Come non sempre è capitato in questi anni,  e soprattutto negli ultimi mesi, una grande mano oggi è venuta nel giorno che seguiva le più grandi difficoltà che ci sono state per il governo e per l'Italia intera per le turbolenze sui titoli di stato e i mercati. Beh una grande mano è venuta dalla Banca d'Italia. Il neogovernatore Ignazio Visco ha presentato un rapporto della Banca d'Italia sulla stabilità finanziaria che dice delle cose rilevanti, cioè dice l'esatt0 contrario di quello che hanno scritto i giornali questa mattina. Non c'è nessun  rischio per l'Italia anche se il tasso d'interesse dei titoli di stato dovesse superare la soglia psicologica del 7%. Oggi tutti scrivevano che saremmo finiti come la Grecia, come l'Irlanda, mentre la Banca d'Italia sostiene che è resistibile persino una quota superiore all'8%. Questo per due motivi. Uno: perché i titoli di stato italiani hanno una vita lunga e quindi il costo degli interessi si spalma nei vari anni (siamo sopra i 7 anni di vita media di ogni titolo). Secondo: perché la curva del debito pubblico italiano è in discesa, quindi, anche se si dovessero rialzare rispetto ad ora i tassi di interesse, il debito pubblico entro il 2014, nell'ipotesi migliore, si ridurrebbe al 112%. Nell'ipotesi peggiore, che è quella da tregenda rimarrebbe esattamente uguale ad adesso, cioè i problemi sarebbero gli stessi di oggi e non ci sarebbe il default dell'Italia.

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