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L'appello

Matteo Salvini, la pazienza con Di Maio e Berlusconi è finita: "Avete rotto le palle con insulti: andiamo a governare"

14 Aprile 2018

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La pazienza per Matteo Salvini è agli sgoccioli, al punto da lanciare un appello accorato a Silvio Berlusconi e Luigi Di Maio perché "la smettano di rompere le palle" con insulti e veti incrociati. Dalla sua pagina Facebook, il leader della Lega dice: "La situazione siriana porta a un'accelerazione del nuovo governo. Io continuo ad avere un atteggiamento zen, sereno, costruttivo, pacifico, di buon senso della Lega nelle ultime settimane. Non capisco le polemiche delle ultime ore. Non capisco Di Battista e non capisco Berlusconi. Si mettono sullo stesso piano, quando invece di dare un gogverno a questo Paese per, finalmente, cancellare la legge Fornero, ridurre le tasse, espellere i clandestini, riformare scuola, giustizia e mondo del lavoro... Un governo deve nascere per dare risposte con coerenza. Mi rifiuto di farlo col Pd, che ha fatto finora il contrario di quel che voglio fare io. E più che da Salvini è stato bocciato dal voto di milioni di italiani.

"Però - aggiunge il leghista - se chi deve dare vita a questo governo continuano a insultarsi, non si va lontani. Il centrodestra ha vinto e ha il dovere di governare, di ascoltare e coinvolgere i secondi arrivati, cioè i 5 stelle. Io non credo ai voti pericolosi, sarebbe irriconoscente per la democrazia. Così come non esistono politici pericolosi. Sono pronto, sperando che gli altri esercitino lo stesso buon senso e lo stesso spirito costruttivo che stiamo esercitando noi della Lega, che in teoria dovremmo essere quelli più esuberanti e ruspanti".

"Faccio un appello - continua Salvini - Smettetela con gli insulti, le ripicche, i veti, i bisticci... basta non se ne esce. Se ciascuno fa un passo a lato si costruisce... C'è tutta una vita reale che ci chiede di smetterla di rompere le palle e invece no, qua si sta a brigare 'no è colpa di quello, di quell'altro, quello è razzista, quello non è democratico'... basta. Io sono ai limiti della pazienza. O si parte, o si lavora o tanto vale tornare dagli italiani a chiedere loro cosa ne pensano".

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Commenti all'articolo

  • filen

    filen

    14 Aprile 2018 - 17:05

    A Rosa la kompagna komunista continua ancora a bruciare il culo averlo preso in culo alle elezioni Ahahah

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