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L'amarezza

Beppe Grillo, lo sfogo dal suo blog: "Finita la stagione del Vaffa, ma ci ho provato"

1 Marzo 2018

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"L’istruzione, la scuola dell’obbligo. Io che ho parlato per tutta la vita, ho speso 60mila parole al giorno per 40 anni. Capisco che il senso delle parole, che sono inutili, a volte provocatorie, a volte deformi, a volte violente... Il mio Vaffa, forse è finita l’epoca del Vaffa ma comunque ho cercato di capire, di essere curioso, di capire. Dio mio, capire. Cosa bisogna capire? che cosa? Fra cosa bisogna andare a prendersi la verità?". È un vero e proprio flusso di coscienza quello che Beppe Grillo affida al suo blog, dedicando un’ampia riflessione alle elezioni, per domandare "quale verità? La percezione della verità? Sto impazzendo, sto impazzendo, fate veloce a fare un governo perché io sto impazzendo".

Una riflessione amara sui nostri tempi, sulla reale maturità degli uomini, e degli italiani, dunque, e sul loro approccio con l’appuntamento elettorale, che Grillo analizza quasi al microscopio: "Adesso non ragioniamo più, secondo me non stiamo più ragionando, perchè andiamo a votare, andiamo a votare con un criterio che io non ho mai visto, con le cabine... Già con l’espressione delle persone quando entrano, anch’io per l’amore di Dio, quando entro con il documento, che ti aggiri e guardi e sei in preda a qualsiasi persona che ti dica ’si metta li" e tu ti metti lì, perchè non capisci. Vedi 3, 4 seduti, studenti, uno in piedi che deve essere il presidente, quattro cabine con una strana porta e una tenda e lì devi andare. Allora tu dai il documento, mi dia questo, mi di quell’altro poi vada lì! C’è la biro, la matita, la matita, devi mettere una roba che tra il proporzionale non proporzionale, il cumulativo, non cumulativo, devi mettere una X, una X - sottolinea - come gli analfabeti. In Estonia - osserva - dal 2005 con un clic su una tastiera, maledetta, votano dal 2005 e noi ancora lì, poi torni e dai la scheda, non la metti nemmeno più dentro perchè c’è una specie di chip e una striscetta, la prende il presidente e la deve mettere lui, allora poi, i rappresentanti di lista che sono 3 di là, 3 di qua si guardano uno con l’altro, che non si fidano più di loro, allora poi mettono tutto in una scatola, mettono tutto in una scatola, una scatola così e il presidente, magari un laureato, una persona che in casa aveva una dignità, prende la scatola con le schede dentro e la shakera ciktumciktam ciktumciktam, la shakera! Poi chiama uno, estratto a sorte, che deve mettere la mano dentro e tirare su le schede, che vengono poi scrutinate, e lì si perderanno il 6,7% di voti nulli, perchè poi i voti nulli saranno quelli che la gente ci scrive delle cose"

E qui, nella sceneggiatura delle procedure al seggio, riaffiora l’istinto graffiante del comico: "Cosa ci scrive sulla scheda? Magari ci scrive ’viva la vaginà, allora sono voti per Forza Italia, oppure ’rimborsi spese beneficenza e donazioni con rimborso spesè, sono voti che dovrebbero essere dati a noi. Bianco su bianco per la Lega!". "Viviamo così, viviamo così, con questo analfabetismo funzionale, di concetto di vuoto, di nullità, in cui siamo immersi", è l’invettiva di Grillo.

"Altro che istruzione obbligatoria fino a 15 anni , 16 anni, l’istruzione obbligatoria devi farla fino a 40 anni, tre mesi all’anno, devi andare a studiare, perchè la gente - spiega - deve informarsi, deve capire, se non ti informi non conti quando vai a votare, cosa voti? Voti quello che hai visto in televisione, il più simpatico, non hai minimamente un concetto anche leggermente empatico, di capire una persona falsa. L’etica, parliamo dell’etica, l’etica è la lealtà, se una persona dice e poi fa quello che fa, se lo dice e lo fa, vuol dire che eticamente è a posto, è leale. Noi non siamo più abituati a questi sentimenti, abbiamo - ribadisce - un analfabetismo funzionale, noi siamo, secondo delle statistiche, The human power index, siamo dai 16 ai 65 anni. Il 47% legge e scrive ma non capisce assolutamente il concetto, è sbadato, perde il senso critico, non distingue il vero dal falso. Stiamo arrivando al concetto di intendere e di volere, non siamo forse più capaci di intendere, di volere, mi ci metto anch’io, per l’amor di Dio".

"Intendere significa capire, e volere significa scegliere. Non sappiamo, non sappiamo. Abbiamo - lamenta Grillo - il 70 % degli italiani che colgono, barlumi, barlumi di realtà, il 25 % non ha un titolo di studio, il 20% mai andata a teatro, al cinema, mai letto un libro, un concerto, a ballare. Vivono di tv. La tv può essere piacevole, la guardo anch’io, per l’amor di Dio, hanno difficoltà a comprendere, e anche a parlare".

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Commenti all'articolo

  • Aquila1976

    01 Marzo 2018 - 13:01

    Un Grillo così (come fino a 15 anni fa) è interessante ed offre ottimi spunti di ragionamento anche con il suo fare da comico. Ma il progetto politico di Grillo (che poteva essere per molti aspetti interessante) è indubbiamente naufragato. E ora vai a raccontare a tutti che il movimento è diverso dai partiti tradizionali ...

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  • me nono

    01 Marzo 2018 - 12:12

    Alla fine io ho capito che il grillo non ha capito un cazzo.

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