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La ruota del destino

Nicola Trifuoggi, l'ex procuratore di Pescara del fuorionda con Gianfranco Fini indagato per corruzione e millantato credito

Ve lo ricordate Nicola Trifuoggi, vicesindaco dell'Aquila ed ex procuratore generale di Pescara? Se il nome vi dice qualcosa ma non vi viene in mente il "fatto incriminato", vi aiutiamo noi. Era il 6 novembre 2009, quando Trifuoggi si trovava seduto al fianco di Gianfranco Fini, allora presidente della Camera e in trincea nella guerriglia contro Silvio Berlusconi. Erano a Pescara per la cerimonia di consegna del premio Borsellino. E in quell'occasione, catturato da un indimenticabile fuorionda, Fini parlò a Trifuoggi delle dichiarazioni, farlocche, del pentito Gaspare Spatuzza sul Cavaliere. Gianfry parlò di "bomba atomica" e l'allora procuratore, dopo aver concordato sulla necessità di effettuare con scrupolo i riscontri, aggiunge: "Però comunque si devono fare queste indagini". E quando Fini accusò il Cav di confondere "il consenso popolare" con "una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e controllo", il magistrato aggiunse: "È nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l'imperatore romano".

Uno dei tanti fustigatori di Berlusconi, fatto e finito, insomma. Ma perché si torna a parlare di lui? Semplice, Il Tempo dà notizia del fatto che è indagato, insieme al figlio Giuseppe e ad altre 11 persone. L'indagine a suo carico si riferisce a una vicenda che, ipotizza lo stesso Trifuoggi, potrebbe riguardare una richiesta di sanatoria di alcuni cittadini, che lui non accolse, relativa a un manufatto provvisorio in legno costruito dopo il terremoto del 2009. "Vogliono screditarmi perché mi candido a sindaco", ha commentato. E ancora: "Non sapevo nulla e non mi sono stati notificati atti, e da quanto ho letto, il procedimento è destinato ad essere archiviato".

L'indagine è uno stralcio di una seconda indagine sul figlio, vice capoufficio della sede di Carichieti, accusato di concorso in accesso abusivo a un sistema informatico. Trifuoiggi avrebbe chiesto e ottenuto informazioni riservate su alcune persone attraverso un suo amico, il quale gliele avrebbe fatte recapitare: corruzione e millantato credito sono i reati ipotizzati a loro carico. Trifuoggi, però, non molla. E anzi, lascia trapelare il suo sospetto. Il punto è che teme che si tratti di dossieraggio, che piove dopo aver comunicato la sua intenzione di candidarsi a sindaco de L'Aquila. Crede che dietro all'inchiesta ci siano risvolti politici, chiede Il Tempo? E lui risponde: "Sicuramente sì, ne sono certo. Me lo aspettavo perché so che da un anno si prepara un dossier su di me, per screditarmi. Inoltre, di recente un consigliere comunale di minoranza è venuto a informarmi, dissociandosi, che un'altra forza politica cercherà di maciullarmi sulla mia onorabilità. Io comunque vado avanti", ha concluso l'ex procuratore del "fuorionda finiano".

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Commenti all'articolo

  • Uchianghier

    Uchianghier

    21 Marzo 2017 - 20:08

    Ha fatto qualche passeggiata a Montecarlo?

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  • claudia42

    20 Marzo 2017 - 11:11

    Della serie: chi è senza peccato scagli la prima pietra! Del povero Fini che vogliamo dire, se non che il tempo gli ha dato una bella sistematina. A quanto sembra era schifato da Berlusconi però gli ha fatto comodo allearsi. Quando mai sarebbe potuto diventare Presidente della Camera? Purtroppo la verità è che ognuno pensa al proprio interesse personale, punto e a capo. I coglioni siamo noi. Amen!

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  • gosel

    20 Marzo 2017 - 10:10

    Dio li fa e poi li accoppia, due loschi figuri, intrallazzatori e disonesti che come tutti i personaggi della loro specie, vigliaccamente, tramavano alle spalle. Speriamo facciano la fine che si meritano!!!

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