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La telefonata

Cicchitto a Belpietro: "Una giustizia politica"

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Giovedì 26 settembre, dopo l'annuncio dei parlamentari Pdl di volersi dimettere in massa se Silvio Berlusconi sarà dichiarato decaduto dalla Giunta per le elezioni, il presidente Giorgio Napolitano ha fatto il suo discorso, sostenendo che non c'è ragione di parlare di golpe e che lui stesso non è intenzionato a farsi condizionare. Come reagirà a queste parole il centrodestra? A La telefonata risponde il parlamentare Pdl Fabrizio Cicchitto: "Ho avuto modo anche ieri di manifestare il mio dissenso, che non implica attacchi alla persona e il fatto di venir meno alla stima che ho per Napolitano. Il punto è che il presidente deve misurarsi con un problema, che è l'uso politico della giustizia". Di certo, non bastano le dimissioni dei quattro ministri in carica: "Il governo in questa vicenda non c'entra. Nella vicenda che riguarda Berlusconi, nell'attacco politico che gli è stato rivolto, il governo non ha svolto alcun ruolo. Il problema vero è emerso nel nostro rapporto con il Pd in sede parlamentare". "Noi abbiamo chiesto una cosa minima, in linea con lo stato di diritto, cioè che la Giunta per le elezioni ponesse un quesito alla Corte costituzionale per chiedere se è costituzionale la legge Severino, secondo cui Berlusconi è stato condannato, con un valore retroattivo".

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