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Il sit-in

M5S, protesta alla Camera: Di Maio caccia i suoi compagni di partito

I grillini "fanno la storia": per la prima volta nel nostro parlamento, sospendono un voto di fiducia alla Camera. Lo "storico risultato" è stato raggiunto con un sit-in, durante il quale i deputati pentastellati protestavano contro il decreto legge Imu-Bankitalia, che stabilisce, tra le altre, l'eliminazione della seconda rata Imu 2013 e il riassetto proprietario di Palazzo Koch, anche attraverso la rivalutazione e la vendita delle quote.

Il paradosso - Alla Camera, i cinque stelle si siedono sotto un lato del banco della presidenza, ed impediscono così ai parlamentari di sfilare sotto la presidenza per esprimere il loro voto. A rendere la situazione ancor più paradossale, il fatto che il presidente di turno a Montecitorio fosse Luigi Di Maio, anche lui grillino, che nella bagarreè stato costretto ad allontanare molti dei suoi compagni di partito dall'aula, per poi sospendere le operazioni di voto.

I cartelli - Tra i protagonisti della protesta grillina, si distinguono Massimo BaroniSimone ValenteStefano Vignaroli e Marco Brugnerotto. Mentre questi si erano seduti in terra, altri pentastellati, dai loro banchi, sventolavano dei carelli con scritto "giù le mani da Bankitalia" e "Sos Bankitalia", cartelli fatti rimuovere sempre da Di Maio. La sospensione dei lavori è durata una ventina di minuti; dopo le operazioni di voto con cui il decreto è stato approvato.

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