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Tutti in offside: l'errore di Tagliavento

Quattro giocatori in fuorigioco nella stessa azione da gol in uno spareggio Champions, e non vederli. C'è riuscita la terna arbitrale guidata dal "top-fischietto" italiano Paolo Tagliavento, che in Schalke 04 - Basilea ha toppato clamorosamente sull'azione del secondo gol. Condizionando così la partita che ha sancito l'eliminazione della squadra elvetica dalla massima competizione continentale. La stampa interazionale non l'ha presa bene: la rassegna è eloquente. Il sito Blick definisce la giacchetta nera italiana "il parrucchiere", con riferimento alla sua prima professione. "Lo Schalke ha vinto grazie al dodicesimo uomo", titola Bild, mentre un giornale di Basilea punta il dito contro di lui: "Quattro uomini in fuorigioco, come Tagliavento ha spinto lo Schalke". 
Pensare che un tempo la scuola arbitrale italiana era stimata in tutto il mondo e a Pierluigi Collina veniva affidata la guida della finale mondiale del 2002 tra Brasile e Germania. Oggi, invece, i giornalisti stranieri hanno gioco facile a rievocare gli altri errori marchiani del fischietto di Terni. Tagliavento fu duramente contestato da Mourinho per la conduzione di un'Inter-Samp (due cartellini rossi per i nerazzurri e storico gesto delle manette da parte dello Special One), mentre nella stagione 2011-2012 non convalidò un solare gol di Muntari in un Milan-Juventus che valeva uno scudetto.

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