Cerca

Smascherato

Il plagio di Celentano: non vi ricorda Chopin?

0

di Nazzareno Carusi

Il 7 marzo scorso, su Panorama.it ho raccontato che la canzone di Celentano Ti penso e cambia il mondo è quasi tutta di Chopin. E sul mio blog del TgCom24 (il 20 giugno) ho aggiunto che non è semplicemente che nel pezzo «c’è la mano di Chopin perché l’impianto armonico è quello del Preludio n.20» (come dice Wikipedia sulla base di un’Agi del 22 febbraio), ma che la canzone, salvo qualche screziatura d’armonia, sembra proprio il Preludio op. 28 n. 20 sul quale l’Adriano nazionale canta una melodia che sempre a Chopin è debitrice. Il do minore originale del Polacco lo sentivo, però, abbassato al si bemolle. Fu così che nominai «Bemolleggiato» il Molleggiato.

 

Non sono stato il primo a dirlo. Ne aveva scritto il nostro Enrico Paoli e c’erano tracce in rete, anche sui «Fegiz Files» del Corriere.it. Ma forse, legato al pianoforte e allergico alle prediche da pulpiti scassati, sono quello che prese più di petto la questione, quando il Bemolleggiato definì «Pinocchio matricolato» Giancarlo Leone della Rai in una lettera a Repubblica a proposito del perché il concerto all’Arena di Verona andrà su Mediaset.

Chiariamo: non è peccato rielaborare composizioni altrui. Dall’Ave Maria di Gounod (Preludio di Bach) a Tristezza (Studio di Chopin), i casi sono tanti. L’importante è dirlo. E invece i celentani stanno zitti. Un comunicato (ancora sul web) di uscita in radio del 13 gennaio annunciava il «brano scritto da Pacifico (le parole), Matteo Saggese e Stephen Lipson», specificando essere «la musica scritta a quattro mani». Lo stesso Saggese (il 21 febbraio) ha ringraziato Celentano di cantarlo, definendosi «autore della musica» senza citarlo, il povero Chopin, e ricevendo risposta dalla Coppia più bella del mondo «per la bellissima canzone che hai scritto per Adriano».  È tutto su ilmondodiadriano.it. Per non parlare della scheda Siae del pezzo, dove solo Saggese e Lipson hanno la qualifica di «compositore musica».

Insomma, la verità sembra essere che molti sanno che Chopin c’entra, pochi si rendono conto di quanto tanto c’entri e nessuno di quelli che dovrebbero fiata. Eppure girano dimostrazioni artigianali, forse incomplete ma eloquenti, tipo quella di maurogianmauro su youreporter.it. Possibile che Lui taccia sullo scopiazzamento? Cosa cambia rispetto al deposito del brano come rielaborazione e non come originale? Un po’ di dindi per gli autori e gli editori, intanto. Perché (se non sbaglio) una commissione Siae dovrebbe stabilire il grado di originalità, e quindi di proprietà, del lavoro dei «rielaboratori». Ma soprattutto cambia la limpidezza di chi va in scena come un santo senza probabilmente esserlo. Pur restando, e non c’è dubbio, un mito.

Quindi andate sulla Tv di Libero. Ho suonato il Preludio due volte di seguito e ho chiesto a Federica Balucani, che ringrazio della verve, di cantargli sopra una strofa, il ritornello, quello che in gergo mi pare si chiami special, e ancora il ritornello: praticamente tutta la parte musicale della canzone, nella tonalità originale del Preludio che è alta per la voce, lo so e si sente, ma l’intento è che Chopin sia esattamente quello e l’esempio, per questo, diventi lampantissimo. Il videoclip l’abbiamo realizzato divertendoci nel mio studio al Mikrokosmos di Ravenna e nel vicino Parco del Fagiolo, fregandocene (quanto a immagini) che il testo paia alludere, come dice sempre Wikipedia, a un dialogo con Dio. Perché francamente, va bene il filo diretto del Bemolleggiato col Superiore, ma che il Padreterno girasse da ste parti m’è sembrato veramente troppo.

Twitter: @NazzarenoCarusi
www.nazzarenocarusi.org

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

ultime news