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La sfida

"50mila firme per abolire le province"

"A parole sono tutti contro gli sprechi e contro i privilegi della casta. Nei fatti, in realtà, quando si tratta di abolire qualcuno di questi sprechi o privilegi si mettono tutti d'accordo e vedono di votare contro o di trovare un escamotage per impedire che vi sia questa abolizione", spiega il direttore di Libero, Maurizio Belpietro. L'ultimo esempio è stato quello delle province: a parole sono tutti contrari, sia la destra sia la sinistra. Poi gli schieramenti politici trovano un'accordo e, come per magia, in Parlamento non passa l'abolizione degli enti.


Gli sprechi - "Ci costano 4 miliardi e mezzo l'anno - continua Belpietro -. Sono 110 e ci sono 110 presidenti e circa 4mila consiglieri, per un costo totale complessivo di funzionamento pari a 17 miliardi. A che cosa servono questi enti?". Il punto è che "fanno alcune cose che potrebbero essere tranquillamente svolte dalle regioni o dai comuni". Così, se il Parlamento si mette di traverso, "le province cercheremo di abolirle noi, sollecitando una legge di iniziativa popolare di rango costituzionale". Si tratta di raccogliere 50mila firme.

La sfida - Libero lancia una sfida in particolare ad Antonio Di Pietro, il leader dell'Idv che si è detto favorevole all'abolizione. "Vedremo se la raccoglierà", chiosa Belpietro. "E' un'iniziativa che riguarda tutti gli italiani, senza distinzioni di sorta, di colore o di convincimento politico. Quindi - conclude il direttore - andremo avanti con questa battaglia, e speriamo che i lettori ci appoggino con le loro adesioni".

Per partecipare alla nostra campagna mandate una dichiarazione di adesione all'indirizzo e-mail vialeprovince@libero-news.it, oppure un fax al numero 02/99966264 o una lettera alla redazione di Libero: viale Majno, 42 - 20129, Milano.


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