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Giappone

Effetto terremoto sull'economia nipponica

Effetto tsunami sulla crescita economica del Giappone: la Banca centrale giapponese, infatti, ha tagliato le stime di crescita per l’anno fiscale corrente a causa dell’impatto del disastro provocato dal sisma e dallo tsunami che hanno travolto il paese a marzo. La Boj ha rivisto al ribasso la crescita del Pil per il 2011 dall’1,6% allo 0,6%, ipotizzando però per l’anno prossimo una crescita al 2,9% dal precedente 2%. Ma gli effetti del disastro dell’11 marzo non finiscono qua. Da registrare infatti il crollo della produzione industriale a marzo. Su base mensile l’indice ha registrato un calo del 15,3%, dato peggiore da febbraio 2009. Gli analisti avevano messo in conto una contrazione del 10,8%. Male anche i consumi che hanno segnato un -8,5% sempre a marzo su base annua. Alla luce di tutto questo sempre la Boj ha lasciato i tassi di interesse invariati allo 0-0,1% al termine della due giorni di riunione del comitato di politica monetaria. La decisione, presa all’unanimità, era largamente attesa dal mercato e segnala la volontà di aspettare ulteriori indicazioni sull'impatto economico del terremoto di marzo per decidere altri eventuali mosse espansive. Il consiglio ha respinto per otto voti a uno la proposta avanzata dal vicegovernatore, Kiyohiko Nishimura, di aumentare il fondo della Boj per gli acquisti di asset e le operazioni di mercato da 40 a 45 mila miliardi di yen. Secondo gli esperti, l’attenzione è ora puntata sul meeting del prossimo mese, quando potrebbe essere deciso un ulteriore allentamento della politica monetaria dopo gli interventi immediatamente successivi al sisma dell’11 marzo scorso. La Borsa di Tokyo, nonostante tutto, ha chiuso in rialzo dell’1,62% con il Nikkei a 9.849,74 punti.

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