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L'esposizione

Micro-Arti Visive, dove c'era un concessionario d'auto, oggi trionfa il genio dell'arte povera

19 Dicembre 2017

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Dove un tempo c’era una rimessa di auto, oggi sfilano pezzi d’autore unici, modellati dalle mani di artisti internazionali e da artigiani provenienti da tutta Italia. E persino oggetti “poveri” e di uso comune, come i tappi di sughero, hanno trovato una nuova dignità, tra arte e salvaguardia ambientale. Nello spazio interattivo della galleria Micra-Arti Visive, nel quartiere Prati a Roma, alcuni spazi industriali sono stati riconvertiti in una serie di atelier, dove Arti e Mestieri convivono a stretto contatto, contaminandosi a vicenda. Suggestive installazioni, performance e progetti multiculturali - dal design più contemporaneo alla pittura orientale, passando per l’alta oreficeria e la pittura su ceramiche e arazzi – caratterizzano un’esposizione tutta al femminile: “Le mani raccontano storie” a firma di tre giovani artiste. Yuriko Damiani decora porcellane impreziosite con fili d’oro antichi provenienti dal Giappone e qui espone cinque kimono tramandati nella sua famiglia e un violino costruito su un vaso per il maestro Uto Ughi; Elena Drommi, decoratrice d’interni espone tessuti, arazzi e tavolette di creta volutamente “imperfette” con disegni ispirati alle miniature del Breviario Grimaldi; e infine le creazioni di alta gioielleria di Germano Gioielli, una tradizione portata avanti dalla figlia Bianca Alfonsi e dai suoi fratelli, le cui collezioni sono conservate nel museo di famiglia a Frascati, e che qui presentano monili in argento realizzati a cera persa, seconda l’antica arte dei maestri orafi come Benvenuto Cellini, oltre a una scultura intitolata “I momenti della donna”, dedicata alla passione del padre per la scultura.

“Mi sono trovata in questo micro spazio della fondazione Valori insieme ad altre due artiste, Bibi e Yuriko, perché ci consideriamo delle piccole eroine di questo  mondo dell’alta manifattura, tendenzialmente maschile. Ci accomuna non solo lo sguardo femminile ma un mix di passione per l’arte tradizionale, innovata nelle tecniche e nei materiali. La nostra esposizione l’abbiamo voluta intitolare “Le mani raccontano storie”, perché le nostre creazioni rappresentano una fusione tra Oriente e Occidente, design prezioso e arte prét à porter, pronta da portare via. E ci piace avere “infiltrato” un guizzo di creatività in un’area di Roma in genere nota più per i suoi uffici e i locali” spiega Elena Drommi. Ma nella galleria Micro, in queste settimane, sono presenti anche una serie di curiose tele e installazioni realizzate grazie al progetto “BiancorRossoGreen”, che ha coinvolto un collettivo di artisti di tutta Italia nella poetica del riciclo, per riscoprire l’originario rapporto arte-natura. “Oltre cinquecento tappi di sughero sono stati consegnati ad ogni artista, stimolando la creatività di architetti, pittori e designer ” - racconta Paola Valori, fondatrice dell’associazione dedicata al padre, Michele Valori, architetto e urbanista tra i firmatari del Piano regolatore di Roma negli anni Sessanta (il suo archivio è conservato al Maxxi) - L’idea di questo spazio, occupato in origine da un concessionario di auto, è di farne un luogo dove investire sulla bellezza che si può produrre in questa città, sconfiggendo con l’Arte un’idea di degrado che spesso ci opprime. E dimostrare che l’Arte è un motore essenziale di rinascita delle energie sotterranee alla città”. Centinaia di banali tappi di sughero hanno così dato vita a un incredibile universo visivo e tattile, trasformandosi in tele, manichini, sedie e tavoli che si possono acquistare per esclusivi arredi d’interni (ci sono pezzi anche da 15mila euro), con la consapevolezza di aver aiutato a preservare un habitat migliore grazie al riciclo virtuoso di questi comuni scarti, destinati alla discarica.

di Beatrice Nencha

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