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Il colpo al Califfato

"È la droga del combattente". Maxi-blitz nel porto italiano: così l'Isis fa gli affari in Italia

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Blitz dell'antimafia di Reggio Calabria al porto di Gioia Tauro dove sono state sequestrate 24 milioni di pastiglie del farmaco tramadolo che, venduto al dettaglio, avrebbe fruttato 50 milioni di euro sul mercato nero nord africano e medio orientale. Il farmaco era arrivato al porto di Gioia Tauro dall’India ed era diretto in Libia. Il tramadolo è una sostanza oppiacea sintetica, il cui uso è stato ripetutamente accertato negli scenari di guerra mediorientali, tanto da essere soprannominato droga del combattente, essendo utilizzato sia come eccitante, sia per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico.

Secondo le informazioni condivise con fonti investigative estere, il traffico di tramadolo sarebbe gestito direttamente dall’IS (DAESH), al fine di finanziare le attività terroristiche che l’organizzazione pianifica e realizza in ogni parte del mondo e che parte dei proventi illeciti derivanti dalla vendita di tale sostanza, sarebbero destinati a sovvenzionare gruppi di eversione e di estremisti operanti in Libia, in Siria ed in Iraq.

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Commenti all'articolo

  • TOMMA

    04 Novembre 2017 - 13:01

    Mi chiedo, come facevano a saperlo? Evidentemente non ci stanno raccontando tutto sul tema, connivenze, informatori, allora perché non li fanno fuori tutti, spedizionieri, destinatari, in collaborazione con altri Paesi?

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  • filen

    filen

    04 Novembre 2017 - 10:10

    E te pareva se non ci siamo di mezzo noi e dopo qualcuno dice che siamo fortunati a non aver ancora subito degli attentati mi sa che di questo dobbiamo ringraziare la mafia

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