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Pensione più lontana per gli italiani. E per i politici?

27 Ottobre 2017

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Si vive più a lungo ma c'è poco da festeggiare, perché la pensione si allontana. L'Istat ha certificato che una volta giunti a 65 anni l'aspettativa di vita degli italiani è arrivata a 20,7 anni, allungandosi di cinque mesi rispetto a quella registrata nel 2013.

Buone notizie? Certo, peccato che oltre alla vita si allunga anche l'età per la pensione di vecchiaia che dovrebbe arrivare a 67 anni nel 2019. Per chi, ovviamente, in pensione ci potrà andare.

Una delle trovate dei nostri politici è proprio quella dell'adeguamento automatico dell'età per andare in pensione all'aspettativa di vita. E loro? Intanto ricordiamo che da metà settembre, con la bellezza di 4 anni 6 mesi e 1 giorno passati in aula, i nostri parlamentari si sono garantiti un ricco vitalizio e per loro sì a 65 anni.

E non è tutto, perché nel paese delle assurdità, molti dei nostri politici più celebri possono già godere di un'agiata pensione.

Qualche esempio? L'ex sindaco di Roma Francesco Rutelli percepisce una pensione da 6mila 400 euro mensili, 1000 in più del compagno di partito Walter Veltroni fermo, si fa per dire a 5500 euro al mese mentre Nichi Vendola si deve accontentare di 4985 euro. Massimo D'Alema percepisce un assegno di 5523 euro al mese mentre Gianfranco Fini porta a casa 5882 euro e Gianni Alemanno di 4313 euro.

Ogni anno il Parlamento italiano spende 218 milioni di euro per gli ex onorevoli, baby pensionati e intanto, nel paese reale, 4,7 milioni vivono in condizioni di povertà assoluta e 8,4 milioni in povertà relativa.

di Paola Natali

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