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La rivelazione

Maurizio Costanzo Show, orrore in diretta: il commando della mafia tra il pubblico per uccidere Falcone

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Una pattuglia di mafiosi in platea al Maurizio Costanzo Show. Per studiare dal vivo, a pochi metri di distanza, Giovanni Falcone. A confidarlo, nelle ormai celebri intercettazioni in cella con un altro detenuto risalenti al 2016, è il boss di Costa Nostra Giusepppe Graviano. E stavolta la rivelazione, al netto di imprecisioni e millanterie, appare più credibile delle altre. Come riferisce il Fatto Quotidiano, Graviano ha rivelato: "Quando c'era Falcone al Costanzo dove si sedeva, c'erano otto persone otto persone. Eravamo io, palermitani, due di Brancaccio, amici, due di che poi se ne sono andati che avevano un matrimonio, e altri due che si sono fatti entrambi pentiti, uno di Castelvetrano e uno di Mazara del Vallo''. Otto killer, tutti in fila al Teatro Parioli la sera del 1992. Nessuno sapeva allora che Totò Riina decise di far ammazzare il giudice. Era tutto pronto: secondo il pentito Sinacori il boss Matteo Messina Denaro aveva caricato una macchina "con mitra, kalashnikov e alcuni revolver. Aveva pure due 357 cromate nuove. Procurò anche dell'esplosivo nella zona di Menfi-Sciacca". Partirono tutti per Roma, trovarono un appartamento ai Parioli, dovevano intercettare Falcone e per farlo non esitarono ad entrare a teatro. "Allora poteva entrare chiunque, non si pagava il biglietto - ricorda Maurizio Costanzo -, solo dopo l'attentato contro di me (14 maggio 1993 con 24 feriti, ndr) furono attivati i controlli". Misteriosamente il commando non entrò in azione quella sera e il 4 marzo Riina ordinò ai suoi uomini di tornare in Sicilia. Otto giorni dopo avvenne l'omicidio di Salvo Lima che diede il via alla guerra della mafia contro lo Stato culminata tra maggio e luglio con la morte di Falcone e Borsellino.

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