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In manette

Coop creata ad arte per aiutare amici, parenti e amanti con i soldi pubblici

Utilizzava fondi pubblici a suo piacimento e per favorire parenti, amanti ed amici. Con questa accusa è finito stamattina ai domiciliari l'amministratore unico della Avellino Città Servizi, una società partecipata del Comune. Coinvolte anche alcune cooperative e altre 6 persone per cui è scattato il divieto di dimora nel comune campano. Le indagini, coordinate dalla Procura di Avellino, sono iniziate nel marzo 2015 e oggi l'ordinanza è stata eseguita dagli uomini della squadra mobile, e dalla guardia di finanza del comando provinciale. Le attività di intercettazione telefoniche ed ambientali hanno svelato una gestione chiaramente 'criminale' della società e dimostrato che l'utilizzo delle cooperative, gestite anche da pregiudicati, aveva la reale finalità di creare contenitori per sistemare amici e parenti o usare a proprio piacimento i soldi pubblici: una carta di credito aziendale, per esempio, è stata utilizzata per viaggi e regali all'amante. Sconcertante, sottolineano gli inquirenti, il fatto che anche una volta emessi gli avvisi di garanzia per i reati di corruzione, peculato e abuso d’ufficio, gli indagati hanno continuato con il loro operato.

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    12 Maggio 2016 - 12:12

    Avellino Città Servizi è una partecipata del Comune. Allora il Comune è corresponsabile dell'attività criminale che vi si svolgeva, e va indagato anch'esso, o sbaglio? O come al solito finirà tutto a tarallucci e vino?

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