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Genocidio islamico

Myanmar, Papa Francesco e la parola tabù: vietato nominare i "Rohingya"

28 Novembre 2017

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"Vorrei anche che la mia visita potesse abbracciare l'intera popolazione del Myanmar e offrire una parola di incoraggiamento a tutti coloro che stanno lavorando per costruire un ordine sociale giusto, riconciliato e inclusivo". Lo ha detto Papa Francesco al Myanmar International Convention Center di Nay Pyi Taw, incontrando le Autorità, dopo un faccia a faccia privato con la consigliera di Stato Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace nel 1991. La polemica sul Pontefice riguarda le violenze perpetrate sulla minoranza islamica dei Rohingya. Un vero e proprio genocidio a cui Bergoglio ha fatto solo un velato riferimento.

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Commenti all'articolo

  • lucianodarby52

    29 Novembre 2017 - 14:02

    Non ha nominato i mussulmani oppressi da altri ma non ha nominato neppure i cfristiani che sono molto piu importanti e appressi la come in tutti i paesi islamici e qusto non è bene.

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  • brunom

    29 Novembre 2017 - 05:05

    Sempre i soliti discorsi che dicono tutto per non dire niente. Sarebbe ora che il Papa, invece di mettere il naso negli affari degli altri se ne stia a casa a fare un po' di ordine e pulizia. Visto che sembra una persona perbene, quanti ce ne sono in Vaticano di quelli che ha visitato a Lampedusa. Sono sicuro che se ne e' dimenticato il giorno dopo.

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  • totosant.bz

    29 Novembre 2017 - 00:12

    Bergoglio... Fatti li cazzi tua !

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