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John Cantlie, il giornalista inglese "voce" dell'Isis sarebbe morto a Mosul

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Prima ostaggio dell'Isis, poi strumento più o meno involontario di propaganda dello Stato islamico in Occidente: il giornalista britannico John Cantlie, "inviato del Califfo", sarebbe morto a Mosul, in Iraq. Questo riporta l'agenzia Al-sura citando fonti locali. Cantlie era stato rapito due volte in Siria, nel 2012 e comparve per la prima volta in un video dell'Isis nel 2014, con la tristemente famosa tuta arancione dei condannati a morte. Lui però non era la vittima designata del rituale dello sgozzamento, ma il microfono e la voce dell'Isis nel mondo occidentale. Con inquietante senso dell'umorismo e tranquillità magnificava le grandezze del regime di Al Baghdadi per fare proseliti tra gli immigrati di seconda e terza generazione in Inghilterra e non solo. Dietro quei video però si celavano drammi. Suo padre, morente, ne realizzò uno per chiederne la liberazione, mentre l'ultima apparizione davanti a una telecamera di Cantlie risale al dicembre 2016.

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