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Gli orrori dei comunisti

Corea del Nord, morto Otto Wrambier: la possibile rappresaglia degli Stati Uniti

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È morto in un ospedale dell'Ohio Otto Warmbier, lo studente americano liberato il 13 giugno dalla Corea del Nord, dove era in carcere da marzo 2016. Un ragazzo reso schiavo, condannato ai lavori forzati. E, ora, morto. Wrambier era in coma da oltre un anno e lo si era scoperto al momento del rilascio, pochi giorni fa. Il regime comunista sostiene che a provocare la perdita di coscienza sarebbe stato un sonnifero che gli era stato somministrato dopo un attacco di botulismo dal quale Warmbier era stato colto al termine del processo. Una versione che non è stata confermata da alcuna risultanza medica.

L'americano aveva 22 anni e studiava all'università della Virginia. La condanna a 15 anni di lavori forzati era arrivata per aver confessato, in lacrime e dopo torture e pressioni, di aver rubato uno striscione di propaganda del regime di Pyongyang. Dopo oltre 17 mesi in prigione, era stato rilasciato "per ragioni umanitarie", quando era in coma. L'ultimo tragico atto di una serie di contatti diplomatici segreti, ai quali ha forse preso parte l'ex stella Nba Denis Rodman, sfociati nella missione dell'inviato speciale Usa Joseph Yun in Corea del Nord. Il giovane era stato trasferito negli Stati Uniti, dove i medici avevano constatato gravi danni al cervello, anche se la causa della malattia non è ancora chiara. Per certo, però, non si sarebbe trattato di botulismo.

La famiglia di Otto ha ringraziato l'ospedale in cui è spirato, ma ha poi subito puntato il dito: "Sfortunatamente il terribile trattamento di torture ricevuto da nostro figlio per mano dei nordcoreani ha fatto sì che non fosse possibile altro esito di quello triste avvenuto oggi". Parole durissime anche da parte di Fred Wrambier, il padre, il quale ha affermato che il figlio è stato "brutalizzato e terrorizzato dal governo di Pyongyang" e che la famiglia non credeva alla storia del coma provocato dal sonnifero. Gli esami clinici cui lo studente era stato sottoposto dopo il rientro negli Stati Uniti non avevano rivelato traccia di botulismo attivo, una malattia piuttosto rara, gravissima e di solito causata da cibo contaminato o da ferite infette. Gli esami, al contrario, avevano evidenziato una notevole perdita di tessuto cerebrale, compatibile con un arresto respiratorio che potrebbe essere dovuto alle botte e alle torture subite in carcere (anche se non ci sono fratture).

La morte di Otto non solo sconvolge gli Stati Uniti e la comunità internazionale, ma rischia di avere disastrose conseguenze diplomatiche. La tensione tra Usa e Corea del Nord è da settimane alle stelle a causa del programma nucleare di Kim Jong-Un. Donald Trump, da par suo, ha sempre affermato che l'opzione militare è sul tavolo. E dopo la morte di Otto, uno sfregio a Washington, l'escalation militare potrebbe essere molto più vicina. Sulla vicenda, Trump ha commentato che "in Corea accadono cose orribili, il regime è brutale. Ma almeno Otto è morto a casa dei suoi genitori". Una magra consolazione. Ora, negli States, la preoccupazione è rivolta agli altri tre cittadini statunitensi detenuti dal regime comunista: Tony Kim, Kin Dong Chul e Kim Hak Song.

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Commenti all'articolo

  • magoga

    20 Giugno 2017 - 08:08

    E se cominciassimo a mandargli qualche vagonata di comunisti italiani?

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