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Senato, Calderoli: qui come il Marchese del Grillo "Io sono io e voi non siete un...". E alza il dito medio

"Da oggi vige in quest'aula il regolamento del Marchese del Grillo: 'Io sono io e voi non siete un c...'". Lo dice il senatore leghista Roberto Calderoli, commentando la decisione del presidente del Senato Pietro Grasso, che ha dichiarato irricevibili i 75 milioni di emendamenti presentati da Calderoli stesso. Durante il proprio intervento, il senatore leghista ha attaccato il Governo: "Mai in più di venti anni che sono in Parlamento avevo sentito mai sentito da palazzo Chigi fissare la convocazione della capigruppo. Mi aspetto che tra un po' al momento del voto spunti il dito di Renzi che che vota al posto mio". Ma mentre parla Calderoli gesticola, imita il dito di Renzi con il suo ed è ...dito medio! 

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  • imahfu

    30 Settembre 2015 - 11:11

    Alza il dito medio? L'ha forse appena tolto dai pantaloni. Caspita e chi andrà più da quel dentista? Allora vivrà alle spalle di chi lo vota.

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  • imahfu

    30 Settembre 2015 - 11:11

    Renzi ringrazia. 75 milioni di emendamenti sono un regalo: non ne valgono uno 'normale'. Se questo non è...sso,

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  • GIORGIOPEIRE@GMAIL.COM

    GIORGIOPEIRE

    30 Settembre 2015 - 06:06

    Bravo ! Hai detto una cosa giusta e i sinistronzi si ribella alla verità-

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  • pinodipino

    29 Settembre 2015 - 20:08

    Perché avete censurato il mio commento dove dicevo che solo un autentico deficiente poteva pensare che presentando 83.000.000 di emendamenti sarebbero stati accolti considerando che per esaminarli non sarebbero bastate quattro intere legislature ???????

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    • ulanbator10

      29 Settembre 2015 - 22:10

      Visto che sei tanto intelligente,potresti anche suggerire di cambiare il regolamento.Se passa il concetto che il Presidente del Senato può infrangere le regole anche per una ragione plausibile,dal suo punto di vista, non è detto che sempre lo sia anche in futuro,e ,comunque, sara' sempre una decisione discrezionale del Presidente.Quanto meno,la sua interpretazione andava messa ai voti del Senato

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