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Di Franco Bechis

Anche con Matteo Renzi c'è la "spending de più"

Secondo la Ragioneria generale dello Stato nei primi sei mesi dell'anno si sono spesi poco meno di 247 miliardi di euro, compresi gli interessi sul debito pubblico. Si tratta di sei miliardi di euro più del consuntivo del primo semestre del 2012. Si è speso ogni mese un miliardo più di allora. Eppure in questi anni lo spread è calato, e si sono passati il testimone ben tre governi. Tutti e tre accomunati da una scelta: la nomina del commissario alla spending review. Mario Monti scelse Enrico Bondi, Enrico Letta prese dal Fondo Monetario internazionale Carlo Cottarelli, Matteo Renzi ha nominato Yoram Gutgeld. Tutti e tre hanno tradotto alla romana il termine anglosassone. Così si è passati dalla "spending review" alla "spending de più". E siccome proprio da lì secondo il premier in carica dovrebbero arrivare i risparmi per abbassare le tasse, siete proprio convinti che questo avverrà?

di Franco Bechis
@FrancoBechis

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Commenti all'articolo

  • brunicione

    09 Settembre 2015 - 20:08

    Con tutti i politici da accontentare, con tutti i partiti da mantenere, con liquidazioni e stipendi dei manager di stato, con le centinaia di ex politici mantenuti a vita, dozzine di generali pensionati d'oro, categorie privilegiate che ancora oggi vanno in pensione a 50 anni, il paese è condannato a spendere sempre di più.

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