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Ibiza, i locali più cool gestiti da italiani: "Qui è il paradiso, non torniamo più"

I locali più cool di Ibiza gestiti da italiani:
"Qui è il paradiso, non torniamo più"

“Ibiza, fai tanto rumore”, è uno dei claim dell’isola. E questo rumore attira tante persone. Tra queste molti italiani. Ma non è solo turismo, anche se l’isola delle baleari è tra le mete estere preferite dai nostri connazionali insieme a Barcellona e New York.Ibiza è anche e soprattutto lavoro. C’è tanta Italia nell’industria dell’intrattenimento ibizenca. Andiamola a scoprire.

Ibiza è per storia e vocazione “la discoteca”. Se uno ha voglia di ballare, deve avere anche molto fiato. Perché qui rischia di non fermarsi mai. Aperitivi nei beach club, precedono i pre party, ai quali seguono i party, che vanno avanti con gli afterhour, sotto il sole cocente della mattina. Sull’intrattenimento notturno Ibiza detta legge, anche se Las Vegas inizia a insidiarle lo scettro, sostiene qualcuno. La programmazione settimanale delle discoteche vede alternarsi i dj più famosi del mondo, che passano a Ibiza una volta a settimana. Le serate dei re della musica elettronica sono qualcosa che attiene più al concetto di concerto che alla semplice selezione musicale. Non a caso il biglietto per una serata di David Guetta al Pacha costa come Vasco Rossi a San Siro.

Guardata dalla prospettiva del portafogli, Ibiza non è un’isola per tutti. Dà tanto, tantissimo, ma se lo fa pagare. Forse giustamente. Negli ultimi anni, la proposta è molto variata. L’età media del turismo si è alzata. Tanti arrivano a Ibiza in cerca di relax diurno, Dom Perignon e sushi, coccolati nei beach club. Pensare a Ibiza come a un’isola di marcioni da discoteca è quanto di più lontano dalla realtà. Ibiza oggi è la meta dell’upper class. Americani, inglesi, russi. E soprattutto olandesi, che pare si siano messi in testa di colonizzare l’isola.

Ibiza è Spagna, ma è come se non lo fosse. E’ una Repubblica indipendente del divertimento. La sua popolazione stanziale ha svariati passaporti. Ci sono tanti ragazzi italiani che hanno scelto di vivere e lavorare qui. Molti arrivano da Londra. Alcuni di loro sono gli artefici del successo dei locali più cool di Ibiza. Ma chiudere l’ideale triangolo che li riporterebbe a casa, non se ne parla. Tornare in Italia? Solo per le feste comandate.

Ugo Bellan è executive operations manager del Blue Marlin di Ibiza. “Siamo un beach club con un multi-concept”, spiega, “da noi puoi rilassarti in spiaggia e sulla terrazza v.i.p., pranzare al ristorante e poi scatenarti in discoteca. C’è sempre qualcosa da fare di diverso. Si arriva la mattina per il mare e, volendo, si va via a tarda notte”. Il Blue Marlin esiste dal 2004 ed è un brand in forte espansione. A Ibiza e non solo. “Nel 2014”, aggiunge il manager italiano originario di Treviso, “abbiamo registrato 180mila ingressi, quest’anno puntiamo a superare i 200mila”. Bellan è arrivato a Ibiza nel 2010, dopo un’esperienza decennale a Londra. “Vivo e lavoro qui tutto l’anno, con il Blue Marlin abbiamo tanti progetti. Per esempio, abbiamo appena aperto un ristorante a Madrid, il Tatel”. Nostalgia dell’Italia? “A Ibiza sto molto bene, è la mia casa, non rimpiango nulla. Qui vivi la giornata con meno mal di testa…”, sorride.

Mauro Fortunato è il general manager del Cafe del Mar. “E’ aperto dal 1980, nel 2015 festeggia i 35 anni di attività”. Il locale, spiega, “è famoso per la selezione musicale chill out, ma soprattutto per il suo tramonto. Uno dei più belli del mondo. Centinaia di migliaia di turisti vengono a trovarci per goderselo”. Da quest’anno al Cafè del Mar ci sono anche i pre-party: “Il venerdì c’è Music On, con il dj italiano Marco Carola”. Mauro parla di sé e della sua esperienza. Vive a Ibiza da sei anni, anche lui ci è arrivato via Londra, da Torino, sua città natale. “Mi chiamarono per l’apertura dell’Amante beach club, in Cala Llonga, poi ho lavorato al Blue Marlin e ora qui al Cafè del Mar”. Cos’ha Ibiza rispetto all’Italia? “In questi anni ho visto crescere tantissimo l’organizzazione dei grandi locali. Tutti cercano di offrire il massimo, un servizio perfetto, per rendere i clienti più che felici”. Gli italiani a Ibiza? “La maggior parte dei posti qui a Ibiza”, spiega Fortunato, “ha il management italiano. Siamo tra i migliori in questo settore”. Tornare a casa? Mauro si fa una risata: “No!”.

Martina Russi è la front of house manager del Beachouse, beach club aperto lo scorso anno a Playa d’en Bossa, dai proprietari di El Chiringuito, storica spiaggia ibizenca. “La caratteristica del Beachouse è quella di coniugare la cucina di alto livello con il clubbing”, in una zona dell’isola, Playa d’en Bossa, considerata un po’ commerciale. Trentatre anni, Martina è partita subito dopo l’università per Londra: “Vivevo in un paesello di cinquemila anime e mi stava stretto”. Ma il tempo grigio della Gran Bretagna l’ha spinta a cambiare ancora: “Sono a Ibiza da quattro anni. In Italia? Cosa ci torno a fare… Anche se dicono che la situazione economica della Spagna sia peggiore di quella italiana (e io non credo), qui sono capaci di affrontare i problemi con il sorriso. Una cosa che noi non sappiamo fare. Purtroppo”.

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • exbiondo

    03 Luglio 2015 - 10:10

    Ibiza: l'expo del coatto

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  • Chry

    03 Luglio 2015 - 02:02

    rubano il posto ai locali, che se ne ritornino nel loro paese

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