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Autobombe e spari

Afghanistan, attentato al Parlamento: uccisi i 7 terroristi, almeno 2 vittime e 35 feriti

Un commando talebano ha attaccato il Parlamento afghano e messo a ferro e fuoco la zona attorno all’edificio, tentando di far irruzione all’interno. Tutti uccisi i terroristi, il kamikaze e gli altri sei uomini del commando. Tra le vittime civili, anche una donna e un bambino; e un’altra quarantina di persone rimaste ferite. Tutti illesi i deputati che sono stati portati via e messi in sicurezza in mezzo a scene di caos. Ma l’attentato è la conferma del difficile compito che attende il governo di Kabul, dopo la conclusione della missione Nato, che ha lasciato in Afghanistan solo 12.500 soldati stranieri.

La dinamica - L’attacco condotto in modo coordinato è cominciato quando un kamikaze al volante di un’auto si è fatto saltare in aria vicino all’ingresso dell’edificio. Subito dopo l’esplosione, che ha sollevato un’enorme coltre di fumo, un gruppo di altri sei miliziani si è trincerato in un edificio adiacente e da lì ha cominciato a sparare contro le forze di sicurezza. Drammatiche le immagini televisive hanno anche mostrato il momento della prima, violentissima esplosione. L’onda d’urto fa tremare l’edificio, l’aula si riempie di fumo e il presidente dell'assemblea Abdul Rauf Rahimi, che in quel momento parlava, si interrompe e guarda sconcertato davanti a sè. Poi aggiunge, con voce calma, “è un problema elettrico”, ma viene precipitosamente fatto alzare e allontanato dalla sicurezza. Il portavoce dei talebani, che hanno rivendicato l’attacco, ha detto che l’attentato era stato programmato per coincidere con l’intervento in aula del nuovo ministro della Difesa. La camera del popolo, la Wolesi Jirga, era chiamata ad ascoltare Mohammad Masoom Stanekzai, la persona che il presidente afghano, Ashraf Ghani, vuole alla Difesa.

I precedenti - Nelle scorse settimane i talebani hanno lanciato l’ennesima “offensiva di primavera”, ma questa è la prima senza la presenza massiccia di truppe internazionali, che a fine dicembre 2014 si sono ritirate dall’Afghanistan dopo 13 anni di operazioni. Al momento ci sono solo 12.500 soldati sotto la bandiera Nato: sono in gran parte statunitensi e devono affiancare l’esercito afghano che si trova a far fronte ai talebani. Ne pagano le spese soprattutto i civili: solo nei primi quattro mesi di quest’anno, sono stati uccisi oltre mille civili, decisamente di più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le autorità hanno tentato ripetutamente, con l’aiuto del Pakistan, di avviare negoziati di pace con i talebani, ma finora non c’è stato alcun risultato. I talebani hanno chiesto come condizione il ritiro preventivo dal Paese di tutte le truppe straniere.

 

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Commenti all'articolo

  • TOMMA

    24 Giugno 2015 - 08:08

    A Macerata alcuni afghani arrivati da tre settinane fanno marcia di protesta perché solo a loro dire il cibo è scadente. Tornino a combattere per modernizzare il loro paese.

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