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Roma, anche Villa Borghese nel mirino di Mafia Capitale

Scale mobili mai utilizzate, lampioni fantasma, distese di rifiuti sul prato: benvenuti a Villa Borghese, cuore verde della Città Eterna, un tempo prestigioso parco a due passi da via Veneto, oggi rifugio di barboni e disperati dove non è consigliato avventurarsi da soli. Ma non è solo l’incuria a spaventare. Il problema è che un’area così importante e centrale della città da anni viene gestita in modo alquanto discutibile dal Comune e dalla società che da anni dovrebbe, invece, tutelarla. La Saba Italia ha ottenuto dal Campidoglio l’incarico di gestire il parcheggio interrato al di sotto dell’area Galoppatoio di Villa Borghese. La convenzione, siglata nel 2007, parla di un Project financing della durata di 50 anni con interventi di ristrutturazione per 140 milioni di euro, che però Saba non pare avere fatto. Con il centro commerciale ormai chiuso, la palestra dei vip di Roma costretta a dichiarare il fallimento perché strozzata da un affitto di 90mila euro al mese, il parcheggio mezzo vuoto perché anche troppo pericoloso, pur essendo a un tiro di schioppo da piazza di Spagna. E ora cosa si scopre? Che Salvatore Buzzi, con le sue coop specializzate nel verde pubblico, era interessato a Villa Borghese. Infatti il nome della società Saba, con relativo indirizzo, compare nella famosa agenda di Buzzi sequestrata dagli inquirenti che indagano su mafia capitale. Perché il sodale di Carminati voleva contattare i vertici di Saba?

di Brunella Bolloli

(video montato da Salvatore Dama)

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