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Basket, coach Piero Bucchi (Enel Brindisi) sui tanti stranieri nel campionato di lega A: "Gli italiani costano troppo"

Soddisfatto Piero Bucchi per il cammino dell'Enel Brindisi nella prima fase dei playff Scudetto, dove i pugliesi guidano la serie 2-0 contro Grissinbon Reggio Emilia. Un buon periodo spinto dalle ottime prestazioni casalinghe, quando anche i più giovani della squadra brindisina riescono a dare il meglio di sé. Nei playoff la maggior parte della squadre sono in città del nord italia, il sud e le isole sono rappresentate dalla sola Brindisi e da Sassari. Vanni Zagnoli chiede i motivi a coach Bucchi. C'è poi il tasto dolente dei sempre pochi giocatori italiani. Da una parte Reggio Emilia può vantare molti giovanissimi azzurri, dall'altra Brindisi come le altre società ha dovuto ingaggiare molti stranieri: "Perché gli italiani costano di più - dice Bucchi - noi siamo una squadra povera. In questo momento le certezze costano".

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Commenti all'articolo

  • filen

    filen

    24 Maggio 2015 - 08:08

    E la fotocopia del calcio italiano visto che il 51% dei giocatori sono stranieri il brutto è che quando dobbiamo formare la nazionale italiana per gli europei e mondiali ci ritroviamo con un pugno di mosche e senza un autentico bomber basti guardare le leccate di culo al testa di legno balotelli pur di non farlo giocare con la speranza che fosse il leader e bomber del Italia continuate così

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