Cerca

News da Radio 105

ascolta ora

Radio 105

Sanità

Ebola, l'arrivo allo Spallanzani del primo caso italiano

Il primo contagiato italiano dal virus dell'Ebola è tornato a casa: è atterrato questa mattina, 25 novembre, allo scalo di Pratica di Mare, il Boeing dell'Aeronautica militare che trasportava il 50enne medico per Emergency, impegnato contro l'epidemia in Sierra Leone, dove ha contratto il virus. Dall'aeroporto, l'uomo, di cui non sono state diffuse le generalità, è stato scortato all'ospedale Lazzaro Spallanzani, il centro specializzato in malattie infettive nel Quartiere Portuense. Il convoglio, come si vede nel video, è composto da diverse macchine dei carabinieri, dall'ambulanza e da due mezzi dei pompieri.

Contagio in Sierra Leone - L'uomo, un medico volontario per Emergency, era impegnato nella Sierra Leone a Lakka, in un centro sanitario dove sono impiegati altri 26 medici italiani. "Il paziente ha viaggiato all’interno di una speciale barella isolata avio-trasportabile ed è stato assistito durante il volo (durato circa 6 ore e 30) da un team medico dell’Aeronautica Militare specializzato in bio-contenimento composto da circa 25 persone tra medici, specialisti e personale di bordo", assicura il personale medico che si è occuapato del caso.

L'Ospedale è pronto - Da settimane il personale dello Spallanzani preparava il protocollo per l’eventuale emergenza contagio: e dopo mesi di simulazioni, per la prima volta un infetto da Ebola è stato accolto in una delle tre stanze a pressione negativa, ovvero dove l’aria entra e non esce e viene cambiata 12 volte al giorno. Le stanze si trovano in un’ala deserta dell’ospedale dove l’isolamento è totale, e non c'è la possibilità di alcun contatto con altri malati o con personale medico non protetto.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • civimar

    25 Novembre 2014 - 15:03

    Caro volontario, sei un fesso. Invece di rischiare la vita per fare in modo che ebola non arrivasse qui dovevi fare come tanti: startene al sicuro, casomai in un bella clinica italiana a rubare soldi al SSN. Invece sei andato in un posto infame, ti sei pure ammalato ed adesso ti sputano addosso. Alcuni di noi, in fondo, ebola se lo meriterebbero pure. Auguri.

    Report

    Rispondi

  • Anna 17

    Anna 17

    25 Novembre 2014 - 13:01

    Questi volontari facciano i volontari. Come tutti i volontari ci mettono del proprio. Questo non ci rimette nulla ma fa il volontario con il culo degli italiani. Ha preso l'Ebola? Se si è perché è andato a cercarsela, bene si curi a sue spese non alle nostre. Si faccia curare in Sierra Leone e noi lo ringrazieremmo. La smettano di farsi pubblicità a spese nostre. Non sono volontari ma buffoni.

    Report

    Rispondi

  • marari

    25 Novembre 2014 - 13:01

    Questi sono gli eroi a spese degli altri. Vanno a fare (volontariato?) gli scienziati senza avere le competenze. Se fossero coerenti con le loro idee rimarrebbero dove hanno scelto di vivere la loro splendida vita. Di Africa ed africani abbiamo fatto indigestione.

    Report

    Rispondi