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A Belgrado

Serbia-Albania, vola un drone in campo e si scatena la rissa tra giocatori e tifosi

Un drone in campo, rissa tra giocatori, tifosi in rivolta. Non è solo calcio, Serbia-Albania: è uno scontro carico di tensioni storiche e politiche. Gli anni 90 e la guerra nei Balcani sono ancora troppo vicine e se ne sono resi conto tutti al Partizan Stadium di Belgrado, dove si stava disponendo la gara del gruppo I per le qualificazioni agli Europei 2016. Verso la fine del primo tempo, all'improvviso, dagli spalti viene fatto planare sul campo un drone con una grande bandiera dell'Albania e la scritta "Kosovo autoctono". Uno schiaffo, per l'orgoglio serbo. E infatti l'ex jugoslavo Mitrovic riesce a prendere la bandiera e la scaglia in terra. Si scatena il putiferio, con i giocatori albanesi che lo circondano, volano calci e pugni, l'arbitro inglese Atkinson è costretto a sospendere il match tra gli ululati e i fumogeni dei tifosi di casa. Alcuni ultras riescono ad entrare sul terreno di gioco brandendo bastoni e seggiolini e aggrediscono i calciatori. Scene da guerriglia tristemente simili a quanto visto poco più di 20 anni fa, tra serbi e croati. 

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