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Marta Grande, gaffe alla Camera: "Bassa macelleria contro i russi". Ma...

Complotti a 5 Stelle, nuovo atto. Deputati e senatori del M5S sono professionisti in ricostruzioni della realtà, come dire, un po' fantasiose. Dagli attentati alle Torri Gemelle "organizzati dagli Usa" ai microchip sotto la pelle "per spiarci", in questi mesi di ribalta non sono mancati momenti di grande umorismo socio-politico. Che a volte non si limita a una video-denuncia su Youtube o un blog di contro-informazione, ma arriva anche nelle sedi ufficiali. Prendete Marta Grande: la giovane deputata pentastellata, autentica enfant prodige grillina, è membro della Commissione Affari esteri e comunitari e come tale dovrebbe essere ben informata. Infatti, dal suo seggio a Montecitorio, parte all'attacco per puntare il dito contro quello che non ci fanno conoscere sulla crisi russo-ucraina. La tesi è che il Potere (con la P maiuscola, come la B di Bilderberg) nasconda la verità. Ma le prove ci sono, assicura la Grande, ricordando "l'istituzione di campi di filtraggio, che altro non rappresentano che campi di concentramento atti a raccogliere i rivoltosi del Sud-Est del paese". Notizia che noi non conosciamo perché, naturalmente, "è da dover passare sotto silenzio altrimenti l'imbarazzo sarebbe ingestibile".

Una gaffe... Grande - Ma cosa ci nascondono i giornali collusi e cattivi? "Appare evidente quanto le tremende operazioni di bassa macelleria a cui la follia del governo ucraino sta sottoponendo i cittadini russi, perseguitati, massacrati e torturati in quanto tali, vadano assumendo dei connotati meramente etnici". Insomma: l'Ucraina come il Ruanda, o la Bosnia. Già, ma le prove cui si accennava? Ne basta una, che la Grande attinge guarda caso da Internet: "Gira in questi giorni in rete una foto una foto che ritrae un soldato ucraino mentre tiene tra le mani sogghignando in modo ineffabile il braccio semi-carbonizzato di una donna". Peccato che la foto in questione sia quella scattata nel backstage di un film russo del 2008, Noi veniamo dal futuro. Pellicola dal vago sapore splatter, di sicuro di pessimo gusto. Quasi quanto la disinformazione della Grande.

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