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Il corteo

No Tav, movimenti per la casa e acqua pubblica: tutti in piazza a Roma contro Renzi

E' iniziato tutto al grido "Renzi vattene" a piazza della Repubblica, nel centro di Roma, come se fosse il via per la manifestazione. Cinquantamila persone hanno sfilato per le strade della capitale per il secondo corteo dei movimenti e sindacati di base contro il governo e le politiche dell'Unione Europea. "Per i beni comuni, contro le privatizzazioni", si legge sullo striscione che apre la manifestazione alla quale partecipano anche studenti universitari, Cobas, teatri occupati (come il Teatro Valle occupato), movimenti per la casa, per l'acqua pubblica e contro la Tav. Il corteo "assume la duplice valenza di costituire occasione di convergenza e di rilancio delle lotte e di riaprire un piano di legittimità contro le ipotesi restrittive e repressive dei diritti e della libertà paventate in queste settimane dal Governo Renzi", dicono gli organizzatori. Il riferimento alle libertà repressive e restrittive è riguardo al provvedimento che il ministro Alfano ha sbandierato in aula volto a introdurre forme di identificazione preventiva per i manifestanti non 'pacificati'".

Il tragitto - La manifestazione doveva passare sotto la Cassa depositi e prestiti e il ministero delle Finanze, ritenuti simboli delle privatizzazioni e della svendita dei beni comuni. Ma per via del corteo di un mese fa finito tra scontri e polemiche per la ragazza calpestata da un agente di polizia, la Prefettura di Roma ha respinto la richiesta. Così tutti lontani dai ministeri e via al piazza della Repubblica per poi proseguire lungo via Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via San Marco per poi percorrere via delle Botteghe Oscure, largo di Torre Argentina, corso Vittorio Emanuele, piazza San Pantaleo, via della Cuccagna per giungere a piazza Navona.

La sit-in al ministero dei trasporti - Non si registrano particolari segnali di tensione anche se il divieto a manifestare accanto al Ministero dell'Economia e alla sede della Cassa Depositi e Prestiti ha di fatto indispettito gli organizzatori. Questo ha portato i manifetsanti a inscenare una Sit-in davanti al ministero dei Trasporti, in piazza Porta Pia, per protestare contro "le soluzioni perseguite dal governo per risolvere il problema del passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco" a Venezia. Il comitato contro le grandi navi, i cui esponenti parteciperanno al corteo contro le privatizzazioni, aveva annunciato di voler consegnare al ministero una lettera indirizzata al premier Matteo Renzi ed ai membri del comitato per Venezia per minacciare un ricorso alla Commissione Europea se verranno scavati nuovi canali industriali nella Laguna.

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    18 Maggio 2014 - 00:12

    gli ultimi imbecilli che sbavano per le assistenze statali sulle spalle degli Italiani di buona volonta' che li devono mantenere. Ricordiamoci che ogni statale ci costa un visibilio, ogni fannullone ci costa un visibilio: non lavorano MAI e li dobbiamo mantenere. Maiali. La pacchia sta per finire: so sono mangiati tutti i soldi dei debiti. Maledetti.

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