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La telefonata

Fassina a Belpietro: "Se l'Europa non cambia i nostri sforzi in economia sono nulli"

Stefano Fassina, esponente del partito democrtatico ed ex vice ministro dell'economia, è stato ospite questa mattina - 16 maggio - a La telefonata di Maurizio Belpietro. Il tema di dibattito è l'allarme sull'economia italiana emerso dalle stime dell'Istat di ieri su il Pil italiano, diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nei confronti del primo trimestre del 2013, e la crescita dello spread da 150 a 180 punti base. "Ma i dati sono negativi non solo per l'Italia - afferma Fassina - ma riguarda tutta l'eurozona, comunque è un dato che è difficile considerare soprendente". Incalzato da Belpietro, che fa notare all'espondente pd come la Germania è cresciuta del 0,8 percento, Fassina da la sua spiegazione del perchè i tedeschi riescono a incrementare il Pil. "Cresce perchè fa politiche di segno opposto a quelle che vengono raccomandate agli altri stati dell'eurozona dalla Commissione. Cioè la Germania sostiene i suoi consumi interni e gli investimenti e in questo modo compensa il calo delle esportazioni dovuto al fatto che i paesi dell'eurozona sono in stagnazione. "Quindi - domanda Belpietr - bisogna fare una politica che non tenga conto delle indicazioni che ci vengono date dall'Europa e dalla stessa Germania?". "Bisogna fare una politica che sostiene la domanda, se noi continuamo a credere agli effetti espansivi dell'austerità e a quelli espansivi della precarizzazione del lavoro, i risultati saranno sempre deludenti, perchè è in corso da anni un avvitamento tra austerità, stagnazione o recessione, aumento della disoccupazione e del debito pubblico". Poi parla del governo e delle misure prese dall'esecutivo per l'economia, affermando come "sta cercando, nel quadro dato, di sostenere l'economia reale, ha messo in campo degli interventi che devono ancora avere degli effetti reali, ma il punto è che se non cambia la rotta dell'eurozona i governi nazionali per quanto impegnati a fare del loro meglio, non riesco a contrastare gli aspetti recessivi di una politica economica dell'eurozona. Il dato è negativo per l'Olanda come per la Francia". Poi si arriva agli 80 euro e ai mancati effetti che questi dovrebbero portare che potrebbero portare ad un'ulteriore manovra, e quindi tasse, come ha riportato oggi La Repubblica. "No penso che questa aggreverebbe i problemi, farebbe male all'economia reale, cioè a lavoratori e a imprese e farebbe male anche al debito perchè se il Pil continua ad andare giù il rapporto tra debito e pil continua a salire. Spero che davvero non si pensi ad una manovra correttiva, ma dopo le elezioni ad una manovra espansiva". Infine, intervienme sul decreto Lavoro diventato ieri legge. " Io rimango convinto che l'unico modo per far ripartire le imprese è avere domanda, oggi non si assume perchè non vedono la domanda. Se non parte questa tutti gli interventi che facciamo sul mercato del lavoro sono nulli".

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