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La telefonata di Belpietro

Di Maio: "Gli 80 euro? Marketing elettorale"

Ospite de La Telefonata di Maurizio Belpietro a Mattino 5 del 29 aprile 2014 è Luigi Di Maio, esponente del Movimento 5 Stelle. Al centro dell'intervista le dichiarazioni di Beppe Grillo rilasciate in un'intervista esclusiva per Agorà il 28 aprile. "Se vinciamo l'europee, il giorno dopo vado da Napolitano e chiedo di fare un governo guidato da noi", aveva tuonato il comico genovese. Partendo da quellle affermazioni Belpietro chiede al deputato grillino: "Cosa centrano le elezioni europee con la presidenza della repubblica e le elezioni politiche? Non si tratta di una polemica da campagna elettorale?". "Il paese è immobile. Bisogna prendere atto del risultato europeo - risponde il vicepresidente alla Camera Di Maio - come devono farlo anche i partiti che hanno governato negli ultimi vent'anni.

Se noi vinciamo le europee ci sarà un segnale dei cittadini, che non è solo per le elezioni europee, ma è sicuramente un segnale verso le politiche che hanno distrutto questo paese e queste politiche le hanno fatte in egual modo Forza Italia e il Pd". Poi incalzato da Belpietro, Di Maio, interviene sugli 80 euro in più in busta paga, sui tagli agli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione, tra cui i funzionari di Montecitorio. "Guardi io mi sto preoccupando in questo momento di chi in questo momento una busta paga non cel'ha o di quei ragazzi della mia età che non hanno nessuna opportunità di lavoro se non l'emigrazione. Se poi vogliamo parlare degli 80 euro in più in busta paga, scopriamo che ci sono 80 euro in più in busta paga, ma c'è un aumento delle tasse di 3 miliardi e 200 milioni di euro, ciò significa che per chi li ha avuti quegli 80 euro entreranno dalla porta e usciranno dalla finestra". Allo stesso modo i tagli dei dirigenti e i tagli sulle auto blu sono dei tagli che valgono quanto costa un deputato del Pd all'anno. Sono partiti che non si sono tagliati un euro si stipendio e poi fanno queste operazioni di marketing elettorale". Inoltre, prosegue Di Maio, "stanno per spendere 50 miliardi di euro in spesa militare per comprare dei caccia bombardieri che negli Stati Uniti chiamano le Tigri di carta, perchè sono difettosi. Per giunta quest'operazione non porterà lavoro, ma solo soldi nelle casse delle lobby militari americane". Poi conclude: "Le elezioni europee saranno uno Tsunami che si abbatterà non solo sul parlamento europeo, ma anche sul parlamento italiano e su palazzo Chigi".

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Commenti all'articolo

  • arwen

    29 Aprile 2014 - 12:12

    E ce lo doveva dire Di Maio? Aspettate che dopo l'ubriacatura elettorale di maggio, si arivi a giugno, con tutte le scadneze fiscali, allora si che la gente si renderà conto della enorme opresa per il c..o renziana!

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