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Il supplizio

Bechis, disastro nel Pd: così Orlando ha sciolto la sua corrente

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L'esordio non è stato dei più azzeccati. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha riunito a Roma per la prima volta la su corrente che è la seconda nel Pd dopo quella che fa riferimento a Matteo Renzi. Lo ha fatto nel centro congressi Santa Chiara subito dietro il Pantheon, dove il ministro ha preso la parola per scaldare i suoi. Non ce n'era bisogno, perché tutti erano già sciolti. Orlando si è dimenticato di attivare l'aria condizionata in una delle giornate più calde della capitale. Così i correntisti in un baleno si sono subito sciolti. Qualcuno ha resistito di più grazie al fisico e a una resistenza stoica, come quella di Barbara Pollastrini. Altri - come Monica Cirinnà - hanno cercato di resistere con i ventagli. Ma la maggiore parte dopo pochi minuti di sofferenza ha abbandonato la sala, come la povera Livia Turco che sembrava sfatta o l'invitato esterno, Giacomo Portas (leader dei Moderati) e Cesare Damiano che se nè andato a prendere qualcosa al bar perdendosi gran parte dell'intervento di Orlando. Fuori anzitempo anche Gianni Cuperlo, che però deve avere un fisico resistente anche alle fonderie: non una goccia di sudore. Lui all'uscita scherza davanti alla telecamera nascosta: "Ho dimenticato dentro il cappotto...", e poi spiega che la resistenza a quelle temperature (in sala almeno 40° e quasi il 100% di umidità) "è solo una questione psicologica". Cuperlo quindi immune (però in fuga anzitempo), mentre il resto della corrente Pd di Orlando si è sciolta nel giorno stesso della sua fondazione. Non si può dire che sia benaugurante...

di Franco Bechis

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