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La terrificante storia di Issei Segawa, il cannibale giapponese: "Il cannibalismo è un atto supremo d’amore"

La terrificante storia di Issei Segawa, il cannibale giapponese: "Il cannibalismo è un atto supremo d’amore"

Nel 1981 Issei Segawa, 28 anni, studente di letteratura nella capitale francese, uccide, fa a pezzi e mette nel congelatore il corpo della collega Renèe Hartevelt. Quando la polizia bussa alla sua porta ne ha già consumati 7 chili. Oggi vive alla periferia di Tokyo, vive grazie ad un piccolo sussidio comunale e ai proventi delle interviste. L'ultima è apparsa sul settimanale Sunday Mainichi, che ha deciso di inserirlo tra i 100 protagonisti della storia giapponese del dopoguerra. La vicenda destò ovviamente grande scalpore sia in Francia che in Giappone. Ma in modo diverso. In Francia, dove i giornali parlano del “cannibale giapponese” si conclude relativamente presto: Sagawa viene dichiarato infermo di mente e rinchiuso in un ospedale psichiatrico, dove secondo i giudici locali sarebbe dovuto rimanere per un bel pezzo. Ma in Giappone, dove invece la stampa fin dall’inizio parla invece del “cannibale parigino”, la vicenda prende una piega diversa. Da un lato il padre, uomo con buone conoscenze politiche, riusce a far approvare a tempo di record dal Parlamento la legge per l’espiazione delle condanne nel paese di origine (accordo che anche l’Italia ha oggi con molti paesi, compreso il Giappone) dall'altro, grazie all’'interesse di alcuni intellettuali come Inuhiko Komota e soprattutto Juro Kara, Issei Sagawa diviene un vero e proprio personaggio: dopo aver rilasciato alcune inquietanti interviste ed intrattenuto un lungo scambio epistolare con Juro Kara, pubblica infatti un libro, Kiri no naka (Nella Nebbia) che diventa un best seller.“In realtà non volevo ucciderla, volevo solo mangiarla. Anche solo un pezzetto. Se non fossi stato così timido, se avessi avuto il coraggio di chiederle anche solo di assaggiare le sue unghie, una ciocca di capelli, o di peli pubici, magari intrisi di urina, oggi Renèe sarebbe ancora viva”, sono queste le dichiarazione choc di Issei. “Il cannibalismo è un atto supremo d’amore – spiega – io ho ucciso Renèe per mangiarla, non per violentarla… Facendo l’amore, infatti, entri nel corpo dell’alta persona per pochi minuti. Mangiandola, la fai tua per sempre”.

 

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