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MAttias Mainiero risponde a Elso Noro

I migranti non sono “bionde”

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Tra non molto potrebbero aumentare le sigarette. La novità sul mio portafoglio avrà un impatto pari a zero, in quanto non fumatore. Ogni volta che si parla di aumento delle accise sui tabacchi l’obiezione principale è rappresentata dal pericolo che questo possa aumentare il contrabbando, ma ora nessuno pare preoccuparsene. I contrabbandieri hanno deciso di cambiare lavoro. Non rende più trasportare sigarette. Meglio gli esseri umani. Si guadagna di più e si rimane impuniti, un segnale che dimostra come secondo la giustizia italiana valgano più alcuni cartoni di sigarette dei migranti.


Elso Noro
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I migranti sono colpevoli di tante cose, spesso di non avere un soldo e di essere costretti a prendere un barcone per fuggire dalla miseria. Talvolta di darsi al malaffare, altre volte di battere il marciapiede. Tante colpe, ma con i contrabbandieri non c’entrano nulla. C’era una volta il contrabbando delle sigarette. C’erano le navi contrabbandiere, gli scafi blu, gli scatoloni di sigarette, i “bancarielli” (banchetti, in italiano) disseminati per le strade di Napoli e del Sud Italia. Se il prezzo delle sigarette aumentava, i primi a beneficiarne erano loro, gli uomini di Michele Zaza o di tanti altri che hanno fatto la storia del contrabbando. C’erano ancora le lire. Poi, prima ancora dell’euro, arrivò un altro flagello: la droga. E tutto cambiò: scomparvero i motoscafi blu e anche le navi contrabbandiere, nei vicoli di Napoli non si videro più i “bancarielli”. Alcuni contrabbandieri decisero per la pensione, altri divennero spacciatori. Era cominciata un’altra epoca, ma non mi risulta che gli ex contrabbandieri si siano dati al trasporto di clandestini o affini. Notizia di qualche giorno fa: a Trieste è stata sgominata un’organizzazione specializzata nella tratta di essere umani. Dieci gli arrestati, tutti afghani e pakistani, tutti residenti regolarmente in Italia, tutti agli ordini di Zafar Iqbal, tutti poco amorevolmente dediti al trasporto di connazionali, ad ognuno dei quali venivano chiesti fra i 5 e i 10mila dollari. Gliel’ho detto, caro Noro: i migranti hanno tante colpe, a volte anche quella di arricchirsi sulla pelle dei loro stessi connazionali. E i contrabbandieri, una tantum, sono innocenti. Per loro solo “bionde”, e americane. La fame africana è un’altra cosa.

mattias-mainiero@liberoquotidiano.it

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