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Pistole e stragi

Donald Trump e gli insegnanti armati? Toh, sapete chi ha avuto l'idea per primo?

23 Febbraio 2018

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Donald Trump e gli insegnanti armati? Toh, sapete chi ha avuto l'idea per primo?

Il vice sceriffo di guardia alla scuola della Florida devastata dall’attacco del pazzo 19enne che ha provocato 17 morti e altrettanti feriti era stato premiato anni fa come “agente modello” nella sua Contea. Scot Peterson era all’esterno, armato e in divisa, ma non e’ intervenuto quando si e’ accorto che c’era la sparatoria all’interno: ha valutato che era meglio aspettare e chiedere rinforzi. Un video ha catturato il suo comportamento e lo sceriffo di Parkland lo ha sospeso senza paga. E lui si e’ dimesso. Brutta pagina per la polizia, ma sono cose che capitano: non tutti gli uomini sono eroi, anche quelli che sono pagati per esserlo.
E c’e’ dell’altro. Anche l'FBI ha fatto fiasco non intervenendo per prevenire la tragedia. Malgrado un blogger abbia mostrato nel settembre scorso il post su YouTube in cui lo squilibrato prometteva “diventero’ uno sparatore scolastico professionale”. Malgrado nel novembre 2017 la polizia in Florida sia stata avvisata da un suo amico che il giovane si comportava da pazzo, aveva un’arma e aveva minacciato di usarla contro di lui. Malgrado in gennaio, chiamando il numero verde dell’FBI, un vicino di casa abbia denunciato per nome il giovane come pericolo pubblico. Malgrado per 39 volte la polizia locale sia stata chiamata da familiari e conoscenti del folle che si lamentavano del suo comportamento violento. Malgrado la scuola lo abbia sospeso per pessima condotta ed espulso. Malgrado il pazzo sia stato sotto cura psicologica per vari mesi, ma poi abbia abbandonato la terapia senza finirla e senza mettere in allarme i medici. In questo caso non e’ che agli agenti FBI coinvolti sia mancato il coraggio fisico di agire: semplicemente non hanno seguito le tante piste offerte loro per andare a fondo, per stoppare il potenziale assassino. L’inchiesta, scontata e doverosa, e’ in corso e fara’ cadere qualche testa. Per il governatore della Florida, dovrebbe dimettersi il direttore stesso dell’FBI.
Tutto cio’ che e’ successo, e che e’ sotto gli occhi di tutti, fa tanta rabbia. Ma il fallimento ascrivibile ad alcune singole “mele marce” non puo’ condannare, ovviamente, la polizia locale e l’FBI, che restano le indispensabili istituzioni per la difesa del bene pubblico, apprezzate e valorose in “quasi” tutte le situazioni di crisi. “Quasi”, appunto. Che cosa si puo’ fare, allora, per ridurre i margini di rischio, oltre a migliorare la qualita’ delle forze dell’ordine? I due partiti si dividono sulle soluzioni. Vietare la vendita delle armi militari? Vietare gli accessori che le rendono ‘a ripetizione’ e quindi piu’ micidiali? Alzare da 18 a 21 l’eta’ per acquistare armi? Rendere universale il controllo su chi vuole avere un’arma per impedire a squilibrati, criminali, e a soggetti comunque pericolosi, di riuscirci? Sono tutte proposte al centro del dibattito, e la Casa Bianca e il Congresso hanno garantito che qualcosa sara’ fatto sul piano legislativo: la pressione del pubblico e’ sempre piu’ forte, eccidio dopo eccidio.
Detto tutto questo, perche’ e’ montata una reazione scandalizzata, irridente, di compatimento, alla proposta di Trump di armare maestri e personale interno? Trump e’ stato fatto passare come un pazzo pistolero che vuole trasformare le scuole in un tirassegno, ma la sua idea ha alcuni punti fermi che la rendono ragionevole: solo ad ex militari, ex poliziotti, gente con addestramento dimostrato alle armi, che sono poi diventati maestri o bidelli o presidi e accettano volontariamente di far parte della squadra “segreta ” di difesa, potra’ essere dato il permesso di portare armi “nascoste”. La scuola “gun free zone”, “libera dalle armi”, e’ uno slogan che soddisfa le anime belle che antepongono la correttezza politica alla sicurezza reale. Ma perche’ se vediamo gli agenti privati, armati, davanti alle banche non lo troviamo sbagliato? Le stelle liberal di Hollywood scherzano Trump perche’ vuole proteggere gli scolari con il volontariato dei maestri, ma sono le stesse stelle che non fanno un passo senza le squadre del corpo armate attorno a loro, o fuori dai ristoranti dove vogliono mangiare “al sicuro”.
La tesi dei sindacati della scuola e dei politici liberal e’ che le armi, anche se nelle mani di personale fidato e capace, non fanno le scuole piu’ sicure, ma piu’ pericolose . La realta’, tuttavia, e’ che in molti distretti scolastici, prima dell’uscita di Trump, avevano gia’ pensato alla trovata di armare i professori, e lo stanno facendo.
Il WSJ elenca oggi gli Stati che consentono ai distretti scolastici di avere professori e maestri armati all’interno delle scuole durante le lezioni. Sono il Kansas, l’Ohio, il Sud Dakota, il Texas, il Wyoming. Nel 2018, sono almeno altri sei gli Stati che hanno introdotto leggi che renderanno piu’ facile la strada legale per armare personale docente dentro gli istituti: la stessa Florida della recente strage, l’Alabama, il Mississippi, il Missouri, l’Oklahoma e il Maryland. Quest’ultimo Stato e’ notoriamente Democratico, il che dovrebbe frenare le ironie dei liberal che credono che solo Trump e il GOP abbiano questa “ridicola” idea. Non si sa quanti siano ad oggi i maestri regolarmente armati in America, perche’ ci sono distretti che rendono pubblico il programma ma non i nomi dei volontari. Si sa pero’ che in certe scuole sono i distretti stessi a fornire l’addestramento ai maestri.
Trump, con buona pace dei suoi detrattori a tempo pieno, ha insomma inventato l’acqua calda. Davide Thweatt, supervisore del Distretto Harrold Independent di Harrold, in Texas, ha detto che il suo distretto ha iniziato a permettere maestri armati nel 2007, pagando loro anche un bonus, cosa che vuole fare anche Trump. Ad Harrold la decisione era stata presa perche’ il comando di polizia piu’ vicino e’ a 30 minuti dalla scuola. Ma le storie dei precedenti assalti in ogni angolo d’America dicono che la polizia e’ arrivata quasi sempre diversi minuti, anche dieci o piu’, dopo il primo colpo d’arma da fuoco del folle di turno. Chi puo’ dire quante vite sarebbero state salvate dai maestri di complemento se si fossero trovati in una situazione di crisi?

di Glauco Maggi


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