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L'italiano alla conquista di New York

L'italiano alla conquista di New York

Si sa che New York e’ un’arena di concorrenza in tanti campi, dai ristoranti all’abbigliamento, dalle start up dell’high tech alle scuole private. Farsi spazio e’ un’impresa, e infatti un motto dice “se ce la fai a New York ce la fai ovunque”. Giovedi’ mattina, il console generale italiano Francesco Genuardi ha aggiunto lo studio delle lingue a questa realta’ in costante fermento, e lo ha fatto parlando ad una scolaresca del liceo Fiorello La Guardia di Manhattan, una delle tante scuole dove viene insegnato l’italiano, nella sede di Chelsea della Diesel, la multinazionale della moda con le radici nel Veneto e una presenza diffusa ormai in tutto il mondo, dal Giappone all’Europa agli Stati Uniti.

“Se ne studiano tante di lingue in questa citta’, cinese francese tedesco spagnolo, e sono tutte belle. Ma l’italiano e’ superiore, e’ piu’ cool”, ha detto il diplomatico, interprete del proprio ruolo. Ai ragazzi e alle ragazze la battuta e’ piaciuta, hanno riso e applaudito convinti. Anzitutto perche’ loro, l’italiano, l’hanno scelto come materia integrativa del curriculum. Ma anche perche’ il discorso di Genuardi chiudeva una mattinata “estremamente formativa”, per usare le parole del professore che accompagnava la quarantina di allievi, Mario Costa. Il liceo intitolato al grande sindaco di origini italiane e’ infatti orientato allo studio delle arti e del design, e l’interesse per la creativita’ della moda italiana “giovane” rappresentata dalla Diesel era elevato, ed e’ stato soddisfatto dalla presentazione dei manager interni.


Gli studenti hanno visitato lo show room, che e’ di norma riservato ai buyer delle grandi catene, e hanno visto in anteprima i jeans, le giacchette e le scarpe che finiranno nei negozi fra sei mesi. Hanno imparato che i jeans, la “divisa” che come teenager danno per scontata da bambini, alla Diesel sono il risultato di un processo industriale elaboratissimo, fino a una settantina di fasi tra lavaggi, asciugature, tinte, tagli. “L’eccellenza e’ fatica, applicazione, continua innovazione e dedizione alla qualita’”, ha detto agli studenti Stefano Rosso, figlio del fondatore Renzo (la Diesel compira’ 40 anni nel 2018), e neo Ceo della societa’ per il Nord America.

Far cogliere la magia dei successi dell’ingegno nazionale accostandolo allo studio dell’italiano e’ sempre l’obiettivo delle iniziative dello Iace, il comitato di promozione dello studio della lingua che opera da tempo sotto l’egida del ministero degli esteri e vive anche per il sostegno di finanziatori privati, di volontari, e dei ricavi dall’attivita’ d’insegnamento della lingua, a pagamento, per classi di adulti italofili.

Le mattinate di visita organizzate alla Diesel sono la novita’ dell’anno scolastico 2016-2017, e arricchiscono un “portafoglio” di idee promozionali a cui lavora da 5 anni, da volontaria, la giornalista Maria Teresa Cometto. Negli anni scorsi il programma per le scolaresche, dalle classi elementari ai licei, ha compreso visite a Eataly per fondere il “mangiare sano e il parlare italiano”, al ristorante di Brooklyn Sottocasa per imparare, manualmente, a fare la pizza, allo show room della Ferrari per ideare al computer “l’auto sportiva dei tuoi sogni”. La prima iniziativa per attrarre le scuole a scegliere l’italiano era stata quella dello stesso presidente dello Iace, Berardo Paradiso, appassionato di musica lirica, che ogni anno avvicina al bel canto (italiano) migliaia di studenti organizzando spettacoli operistici dedicati a loro. “Il console Genuardi ha ragione”, ha detto Paradiso a Libero. “E’ davvero dura la sfida con le altre offerte culturali e linguistiche sulla piazza di New York, ma i numeri della nostra crescita ci inorgogliscono: le scuole che offrono corsi d’italiano con il sostegno dello IACE sono salite da 149 nel 2015/2016 alle 174 attuali, +16,7%; gli insegnanti sono balzati da 372 a 516, +38,7%; gli studenti di italiano sono aumentati da 32.851 a 41.986, +27,8%”.

di Glauco Maggi
twitter @glaucomaggi

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